Questa mattina mancava la neve, ma 5 gradi non sono certo la temperatura ideale per fare un tuffo nel Po. Eppure sono stati ben 151 gli “Orsi Polari” che si sono buttati nel fiume torinese per il tradizionale cimento invernale”. La manifestazione, organizzata dalla Rari Nantes Torino in collaborazione con il Circolo Canottieri Caprera nella sede di quest’ultimo, in corso Moncalieri 22, si svolge senza interruzioni a partire dal 1899. Tantissimo è stato l’entusiasmo dei partecipanti, che, tra abbracci e goliardia, hanno intonato l’inno d’Italia, sono saltati (alcuni di loro anche più volte) nel Po e si sono poi riscaldati con the caldo e vin brulé. Tra loro, come tutti gli anni, anche il quasi novantaquattrenne Sergio Marzorati, meno giovane della spedizione assieme a Milena Gualtieri, 75 anni, mentre i più giovani sono stati Damien Coquette e Angelica Merlo, entrambi di sette anni. Walter Gerbi, storico speaker delle di gare di nuoto piemontese, ha commentato il tutto.
Il cimento invernale “Orsi Polari” va avanti, come detto, dal 1889 (anno di fondazione della Rari Nantes Torino) senza interruzioni, nemmeno le guerre lo hanno fermato. Partito come folkloristico evento di nicchia, con poche decine di partecipanti, è diventato, negli ultimi tempi, sempre più frequentato, fino a raggiungere la cifra record di 154 quest’anno. L’idea si deve al Colonnello Nino Vaudano, fondatore della Rari Nantes Torino e uno dei promotori del nuoto italiano alle origini. Manifestazioni questa contribuirono a far nascere l’amore per il nuoto, disciplina all’epoca ignorata dalla stragrande maggioranza della popolazione, in Piemonte e in Italia.
Il cimento invernale non è soltanto goliardia e divertimento, ma è anche un modo per trasmettere valori spesso dimenticati, primo tra tutti quello del rispetto del fiume e in generale della natura. Il Po infatti, se tenuto pulito, potrebbe tornare ad essere un punto di ritrovo per i torinesi e addirittura un luogo di sport. Non dimentichiamoci infatti che le primissime gare a Torino si sono svolte proprio nel fiume, come si può vedere dalla foto allegata. Non solo. Gli “Orsi Polari” ci ricordano che anche con il freddo è possibile nuotare in acque libere, dimostrandoci che l'amore per questa disciplina può superare condizioni climatiche avverse e altre difficoltà.